CONVEGNO: LAVORO, ETICA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE. Noi e loro: etica e intelligenza delle macchine

giovedì 10 ottobre

Torino
Aula magna del Liceo Classico “V. Alfieri”
Corso Dante, 80

Il convegno intende inserirsi nel dibattito riguardante l’intelligenza artificiale, l’etica e le tecnologie digitali in particolare per favorire una migliore comprensione degli aspetti che riguardano il modificarsi della concezione del mondo, della vita, e della posizione in esso occupata dall’uomo; aspetti che, in maniera del tutto evidente, sono fortemente condizionati dalla rivoluzione tecnologica in corso.

PROGRAMMA

9 – 9.30   Accoglienza e registrazione partecipanti

9.30 – 13   Prima sessione

Intelligenza artificiale: scienza o magia?

Introduce e modera: Giovanni Ferrero
Interventi di:
• Stefano Frache:

Tra scienza e fantascienza: rappresentazioni mediatiche dell’IA
• Pietro Terna:

Dialoghiamo con ChatGPT per capire come funziona, con l’aiuto del pubblico
• Angelo Saccà:

L’IA nei processi di comunicazione digitale
• Giuseppe Anerdi:

Robotica e IA

13 – 14.30   Intervallo

14.30 – 18   Seconda sessione

Tavola rotonda: Etica e tecnologie digitali

Introduce e modera: Pietro Bizzotto
Interventi di:
• Simona Borello
• Paola De Faveri
• Simone Natale
• Don Luca Peyron
Conclusioni: Ilenya Goss

Qui per scaricare la locandina

2 thoughts on “CONVEGNO: LAVORO, ETICA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE. Noi e loro: etica e intelligenza delle macchine”

  1. Mettere a confronto l’etica con l’intelligenza delle macchine è fondamentale per evitare che l’automazione diventi un fattore di alienazione. Iniziative come queste sono preziose perché promuovono un’IA antropocentrica, dove l’algoritmo non sostituisce la responsabilità morale, ma agisce come un supporto guidato da valori etici condivisi. È necessario che la tecnologia sia sempre orientata al bene comune e alla valorizzazione dell’unicità umana nel mondo professionale.

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  2. Il rischio principale è che l’algoritmo privilegi il contenuto sensazionalistico rispetto a una reale alfabetizzazione emotiva. È fondamentale che l’istituzione scolastica riaffermi il suo ruolo di guida, trasformando il dialogo sull’affettività in un percorso basato sull’empatia, sul rispetto e sul pensiero critico. La scuola non deve competere con i social in termini di velocità, ma deve offrire quella profondità relazionale che uno schermo non potrà mai sostituire, aiutando i ragazzi a navigare i propri sentimenti con consapevolezza e autenticità.

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