Internet, non è solo un problema di copertura

l 95% del mondo è coperto da reti mobili a banda larga ma il 40% della popolazione che vive in aree coperte deve comunque affrontare una serie di barriere al collegamento online. In particolare, il 94% dei “mancati utenti” risiede in paesi a basso-medio reddito dove costi, analfabetismo digitale e problemi di sicurezza frenano l’utilizzo di Internet.

Le difficoltà nell’uso della rete rendono inaccessibili non solo informazioni e prestazioni essenziali ma privano una parte della popolazione mondiale del proprio ruolo attivo in un mondo sempre più online, rendendo molto più complesso affrontare le perturbazioni economiche e sociali causate ad esempio dalla pandemia, dai cambiamenti climatici, dall’aumento dei prezzi dell’energia e dal caro vita. È questo l’allarme lanciato dal nuovo report del GSMA secondo cui è il “digital usage divide” – il gap di utilizzo – e non più il “digital divide”, a dominare lo scenario delle telecomunicazioni nel mondo. Sebbene infatti lo studio riporti una tendenza verso la riduzione del divario digitale – la percentuale di persone fuori dalla portata delle reti mobili a banda larga è scesa dal 19% al 5% negli ultimi sette anni – la crescita nell’utilizzo di Internet continua ad essere diseguale.

Serve quindi garantire che le persone siano in grado di utilizzare Internet mobile, anziché concentrarsi esclusivamente sulla copertura della rete. La richiesta ai giovani e alle organizzazioni è di lavorare a fianco del settore della telefonia mobile per fare dell’inclusione digitale una vera priorità. L’accesso libero e consapevole al digitale sarebbe una rivoluzione per milioni di persone in tutto il mondo. L’abbattimento dell’analfabetismo digitale permetterebbe l’accesso ad un gran numero di servizi critici, come assistenza sanitaria, istruzione, e-commerce, servizi finanziari e opportunità di generazione di reddito. “Ciò richiede un’azione informata e mirata da parte di tutte le parti interessate, compresi gli operatori mobili, i responsabili politici, i partner internazionali e il settore privato per affrontare le esigenze delle persone non connesse e gli ostacoli che devono affrontare all’accesso e all’utilizzo di Internet”.

Jasmine MILONE

 

 

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