Il ministro Manfredi «servono competenze digitali diffuse»

Strategia nazionale per le competenze digitali: Italia ora ha un piano. «Non abbiamo bisogno solo di super
esperti di big data, di sicurezza informatica, di intelligenza artificiale. Servono avvocati, economisti, medici,
filosofi con competenze digitali diffuse che possano apportare un contributo determinante in termini di
rinnovamento alla modernizzazione del Paese e dei suoi modelli organizzativi». Con queste parole il
ministro per l’Università Manfredi spinge per aggiornare e contaminare tutti i corsi di studio diventando un
elemento significativo della Strategia nazionale per le competenze digitali firmato dalla ministra
dell’Innovazione, Paola Pisano. Per Manfredi: «la pandemia ha evidenziato un dato di fatto di fronte al
quale per troppo tempo le istituzioni sono rimaste immobili: gli studenti sono tutti nativi digitali. Vivono,
studiano, parlano con un linguaggio che è diverso da quello con cui il mondo della formazione e
dell’istruzione si rivolge a loro. Le istituzioni, le università, la formazione non possono non considerare,
proprio per questo motivo, una riorganizzazione dei percorsi didattici da un lato, del rapporto tra docenti e
studenti dall’altro». Stando ai dati presentati nell’ultimo rapporto del DESI (l’indice di digitalizzazione
dell’economia e della società), l’Italia è al 25esimo posto su 28 Paesi nella classifica riguardante le
competenze digitali. Le statistiche rivelano che soltanto il 42% degli italiani tra i 16 e i 74 anni possiede
competenze digitali di base (58% in Ue) e solo il 22% dispone di abilità avanzate (33% in Ue). Numeri che
fanno riflettere la società ma anche la Chiesa. Manfredi come presidente della Crui, la conferenza dei
Rettori delle Università, ha firmato con la Cei un manifesto per l’Università in cui, tra i punti salienti, è
previsto una più ampia collaborazione sui temi dell’educazione digitale tra Università e Chiesa. Un lavoro di
squadra dunque in cui anche la compagine ecclesiale è chiamata a fare la sua parte ad intra e ad extra.

 

L.G.

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